martedì, 14 novembre 2006
author: beatsnow @ 10:15
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Nella vita, quando ritorni a casa ubriaco,
te la prendi con quel cazzo di coniglio della Nesquick.
mercoledì, 23 agosto 2006
author: beatsnow @ 11:44
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Un recente rapporto di Amnesty International intitolato “Deliberata distruzione o danni collaterali? Gli attacchi di Israele contro le infrastrutture civili” denuncia chiaramente il governo israeliano di aver bombardato a danno di civili, le postazioni militari di Hezbollah in Libano, macchiandosi di quelli che vengono definiti dei veri e propri “crimini di guerra”.
A detta di Amnesty Intl. I danni alle abitazioni, ponti e a varie strutture civili non sono da considerarsi “danni collaterali” ma esclusivamente “attacchi sproporzionati e indiscriminati”.
Ora l’associazione per i diritti umani richiede urgentemente un’inchiesta dell’Onu sulle violazioni compiute da Israele e da Hezbollah per quanto riguarda il diritto umanitario.
Quest’inchiesta dovrebbe a detta di Amnesty considerare i danni che hanno colpito la popolazione civile e viene richiesta la completa riparazione ai cittadini, ancora una volta, vittime dei giochi di potere.
Amnesty assicura che il rapporto si basa su prove raccolte da ricercatori dell’associazione internazionale e comprende interviste a funzionari delle Nazioni Unite, a militari dell’esercito israeliano e del governo libanese.

Intanto, questa mattina,
nel dubbio,
alle 10.53 Israele ha bombardato la cittadina libanese di Shebaa, ad est della cosiddetta “linea blu” che marca la linea di confine tra Israele e Libano. A circa un chilometro da una postazione dell’esercito libanese.

martedì, 22 agosto 2006
author: beatsnow @ 12:08
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L’Italia è disponibile ad assumere il comando della task force che si impegnerà nel progetto di peace keeping delle Nazioni Unite.

Lo fa sapere il premier Romano Prodi che, dopo l’esortazione israeliana di domenica, ha ricevuto ieri anche la telefonata del premier libanese Sinora che candidava l’Italia come possibile forza di comando dell’Unifil.

Prodi è comunque molto cauto, si rende conto della difficoltà di questa missione e rimanda la decisione alle Nazioni Unite facendo comunque sapere che l’Italia farà il suo dovere.

Dello stesso parere è il vicepresidente della Camera Arturo Parisi, che dipinge un’Italia “pronta” e rinforza l’idea riportando le notizie, che da Berlino, riportano una Germania schierata per una guida italiana.

Prodi aggiunge che sul comando sarà il segretario dell’Onu a dire l’ultima parola, senza tralasciare l’importante ruolo della riunione a sfondo “tecnico” richiesta a Bruxelles dalla Francia.

Proprio la Francia infatti è il “nodo al pettine” diplomaticamente più pericoloso in questi giorni: inizialmente si proponeva di inviare 2000 uomini e di prendere la guida della forza di interposizione. Finora ha assicurato la partecipazione di solo 400 soldati.

Dal punto di vista diplomatico è chiaro quindi che l’Italia non vuole creare tensioni e cerca di dimostrarsi pronta e non agguerrita.

Sarebbe una possibilità importante per l’Italia: non è da dimenticare la sua importante posizione a livello mediterraneo, zona che si sa, è sempre stata scenario di tensioni internazionali.

La situazione in Libano è molto delicata ed è chiaro che qualunque paese sarà incaricato a guidare la missione dovrà stare molto attento a non fomentare tensioni con Hezbollah.

Le impressioni positive lasciate dai militari italiani in Libano nel 1982, potrebbero essere la chiave per non creare ulteriori tensioni con il partito sciita libanese guidato da Hassan Nasrallah.

Staremo a vedere. Per ora,

buonanotte, e buona fortuna.

domenica, 20 agosto 2006
author: beatsnow @ 15:44
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     "Magnifico. Prima Israele crea Hezbollah attaccando il Libano. Poi si difende dallo stesso esercito che ha contribuito a fare nascere. E il tutto con le armi fornite dagli Stati Uniti. Poi arrivano le Nazioni Unite e cercano di fare le pace."


Danis Tanovic, regista e premio Oscar per "No Man's Land" 
venerdì, 04 agosto 2006
author: beatsnow @ 15:32
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E'stato assolutamente un viaggio...in tutti i sensi.

Per la prima volta mi sento di ringraziare sinceramente il comune di Trieste - assessorato alla Cultura, per questa magnifica mostra.
L'esposizione si tiene al "Centro Espositivo d'Arte Moderna e Contemporeanea Ex-Pescheria Centrale di Trieste" da sabato 22 Luglio a domenica 22 Ottobre 2006.

Per chi non lo sa, si apre alle ore 10 e si chiude alle ore 23 (dal 01/08 è possibile fare il biglietto fino alle 24 e zigzagare tra le Time Capsules del Warhol fino all'una).
Prezzo del biglietto: normale 10 €, ridotto 7€ (molto comica tra l'altro la scena del bigliettaio, tra l'altro uomo d'ordine della sala informatica H3 all'Università,che mi chiede documenti, foto e probabilmente anche l'esame del DNA per ottenere 3, e dico t-r-e euro di discount).

Come dicevo, un viaggio.
Innanzitutto il colpo d'occhio iniziale è notevole: l'ex pescheria, nuova e molto grande, ospita le piccole sale, ricavate in modo intelligente da delle semplicissime scatole di cartone.
All'interno di queste piccole stanze opere originali, film, screen-test, grafica, tutte capsule del tempo warholiano.
Ogni produzione, raccolta o immagine è una capsula partorita dalla mente geniale dell'artista d'origine cecoslovacca.
Per l'ordine che ho seguito io, si parte dalla classica Campbell's Soup espressione del consumismo e del benssere derivato dal dopoguerra, manifesto della crescente cultura ed ideologia di massa (vedi anche la Coca-Cola, 1960-61).
All'interno della stessa stanza-capsula si trovano disegni e testimonianza dell'interesse di Warhol per le scarpe. Dall'alto verso il basso, è presente una sequenza di scarpe dalla più piccola alla più grande accompagnate da scritte dell'autore come "To shoe or not to shoe...".

Proseguendo si inizia a vedere sempre di più lo stile del Warhol più conosciuto, ovvero il Warhol-serigrafico: inizia questo ciclo nel '62 con la fomosissima serigrafia di Marylin Monroe.



Tra le molte presenti alla mostra, insieme a quella di Mao Tze Tung 
quella che più di tutte ha attirato la mia attenzione è stata quella di John Lennon, che a mio modesto parere, è riuscita a trasmettermi qualcosa in più sull'idea dell'uomo Lennon, non solo aritsta di culto.
(tra l'altro anche copertina di Menlove Ave.)

Seguono una serie di serigrafie ed immagini.
Notevoli le polaroid scattate da Andy Warhol che mi hanno colpito per la semplicità con cui ritraevano divinità (per  Warhol) dello spettacolo, dove ho ritrovato ancora Lennon insieme a Yoko Ono.
Nella stessa stanza delle polaroid e delle numerosissime copertine di Interview, da leggere assolutamente il giornalino in bacheca, dove un fantomatico eroe scaccia a suon di barattoli-spray all'LSD l'invasore autoritario. Compiuta la sua missione, si accende uno spinello (evvai Supergiovane, governo bastardo).

Si passa per la Silver Factory, stanza ricoperta da carta argentata dove si dice che lo stesso Warhol aveva ricoperto anche i sanitari della sua abitazione della carta in questione...

Quindi si arriva, secondo me, nella parte più paranoica-visionaria-concedetemi un "flash-osa" di tutta la mostra: la passione di Warhol per il cinema.
Ci si ritrova catapultati in una stanza dove campeggiano 6 televisori, uno sopra all'altro in fila di tre, dove vengono mandate in loop delle scene di vita "normale" a parere di Warhol.
Assolutamente, il pazzo che mangia la banana travestito da donna, vale tutti i 10 o 7 euro del biglietto.
Cowboy che si stiracchiano in volute pose sessuali-spinte, un vecchio che si improvvisa una specie di sciamano, un tramonto ed un giovane che viene costretto a mangiare cereali: sono questi i protagonisti.

Da li si arriva alla capsula dei videoritratti: personaggi più o meno noti dello spettacolo o della letteratura come Ginsberg, Lou Reed (ed un'enigmatica Ingrid Superstar???) fanno parte della collezione dell'artista.
AWESOME!!! Questi personaggi si limitano ad osservare la camera per dei mini-film muti in bianco e nero, ciasuno della durata di 4 minuti. C'è chi ci riesce con meno spontaneità, inarcando le sopracciglie o sorridendo perchè a disagio o chi, come "la donna dallo sguardo assassino", ti fissa per quattro minuti secchi togliendoti il respiro.
Da vivere tutta, fino in fondo.

Warhol era veramente fissato con l'immagine, la bellezza ed il fascino del genere umano. Ogni suo personaggio è catalizzatore di attenzione e carico di una bellezza particolare che non ti lascia scampo.

E'stata una vera e propria esperienza, tanto che in tre che eravamo, giunti alla conclusione dell'expo ne volevamo di più, come dei piccoli insaziabili vampiri di sensazioni ed emozioni.

This is art, mates.



"Non ho mai voluto essere un pittore. Volevo essere un ballerino di tip tap."
                                                                                                                                 
Andy Warhol, 1928 - 1987

mercoledì, 12 luglio 2006
author: beatsnow @ 18:15
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Prima c'è stato questo...



...e poi ho pianto. Si, ho pianto come un bambino, felice e libero. Ed erano lacrime meritate.
Non vale la pena, invece, di parlare di come un grandissimo campione ha chiuso la sua carriera, di come, per l'ennesima volta, è stato tolto qualcosa all'Italia quando, questa volta, meritava anche il premio per un Cannavaro o un Buffon stellare.
Non vale la pena dar voce a Blatter, ad i soliti irriducibili del tafferuglio verbale in televisione.
Non vale la pena sprecare fiato che quella notte ho "regalato" al cielo, che, da Berlino, è diventato azzurro su tutto il mondo.
Dopo le lacrime ho gridato, ho ballato, ho bevuto ed ho vissuto una di quelle "notti magiche" che ricorderò per il resto della mia vita.
Grazie, perchè questo non me lo porterà via mai nessuno. Per una volta, quel che è giusto, è giusto.



Ancora una volta, grazie.
domenica, 09 luglio 2006
author: beatsnow @ 13:26
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Come molti di voi avranno intuito per le megalomani insegne sui muri della mia bella città Trieste, ieri sera, accolta a furor di popolo, si è tenuta la famosissima (già da un paio d'anni) Notte dei Saldi.
Le strade della città hanno infatti visto riversare tra le sue vie, giovani coppie e non, spinte dall'entusiasmo per l'acquisto di nuovi oggetti da indossare e sfoggiare in pubblico.
Negozi aperti fino a mezzanotte e centro chiuso al traffico. Luci, colori ed insegne luminose: questi gli espedienti usati dai commercianti per attrarre gli acquirenti a qualche illusorio affare.
In alcuni casi, sono stati allestiti dei DJ Set all'interno dei negozi più famosi, per dare uno sprint più moderno e metropolitano agli acquisti dei giovani.
Le varie iniziative, promosse dai Commercianti  triestini con l'appoggio della  Camera di  Commercio, del Comune e della Fondazione CRTrieste,  hanno reso possibile questa serata di vita spensierata.



Una pera di consumismo, insomma.
L'ennesima dimostrazione che le persone amano lamentarsi di non riuscire ad arrivare alla fine del mese, ma non riescono a rinunciare all'acquisto di un'indispensabile canottierina rosa pagata 320 euro in saldo.
Questa "speciale" serata, oscura e sporca il periodo dei Saldi in generale, necessario per chi non può permettersi capi d'abbigliamento ormai arrivati a toccare dei picchi di prezzo ineccepibili. E non mi riferisco esclusivamente a quella categoria di vestiario preferita dai palati più esigenti.
Cullate da un' iniezione di benessere, le famiglie triestine hanno affollato le strade di una città che di notte sono sempre vuote ed animate solo da ironici ubriachi, i soliti giovani ed ancora, ubriaconi.

Questo stupido post, nasce dalla triste consapevolezza di veder le persone sorridere, emozionarsi ed uscire alla sera esclusivamente perchè spinte dallo spendere ed il comprare.
L'ultima volta che avevo letto Hemingway, m'era sembrato che uscire alla sera, era occasione per vivere e la felicità non era legata al numero di pacchetti con cui si ritornava a casa.

P.S. : Nasce anche dall'esigenza di comprare una bottiglia di vino e dal non riuscirci se non dopo una camminata di mezz'ora dovuta alla chiusura del traffico, fanculo.

venerdì, 07 luglio 2006
author: beatsnow @ 18:52
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La scorsa settimana, la petizione Control Arms: Million Faces, è stata consegnata al segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. La consegna è avvenuta il 26 giugno a New York, in occasione della seconda fase della Conferenza della Nazioni Unite sul commercio delle armi leggere.
Il progetto Million Faces, si proponeva l’obiettivo di scattare un milione di ritratti per protestare contro la produzione illegale di armi.

Mr. Kofi lo riconoscerete di sicuro. Il ragazzo che lo aiuta a sollevare la petizione in questione è Julis Arile, la milionesima faccia che ha partecipato al progetto.
In mezzo a quelle facce, c’è anche la mia. Scattata al Soča Riversplash nel luglio del 2005.
E non fa piacere perchè in qualche strano modo soddisfa la necessità di apparire che alberga in ognuno di noi; fa piacere perchè, nella totale consapevolezza che il nostro pianeta è un oceano, mi fa sentire partecipe di una delle correnti che lo animano.

Julis Arile Lomerinyang è nato in Kenya, dove ha perso familiari ed amici a causa della facilità con cui il commercio di armi illegali si è diffuso a macchia d’olio, o in modo più corretto, a macchia di sangue.
La costante crescita della produzione di armi e l’evoluzione delle stesse dal punto di vista logistico, sono la causa, ogni anno, di milioni di morti a livello planetario.

Julis, il sottoscritto e altre 999,998 persone, hanno preso parte a questo progetto.
Se anche voi volete saperne di più, vi invito a controllare il sito di Control Arms.
Se, in più, non disdegnate un bel film, vi consiglio Lord of War, con un Nicholas Cage ucraino e trafficante d'armi.

In caso contrario, ritornate pure a sognare che domani c'è la notte dei saldi.


martedì, 04 luglio 2006
author: beatsnow @ 19:39
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On AiR : Andrew WK - We Want Fun

Oooh baby, when you cry, if you're gonna scream, scream with me...

Non mi perderò in inutili menate su come sia bello ed estremamente gratificante riacquistare l'uso di una gamba ma mi limito a dire, in un'attimo di fottuto perbenismo, è andata. Tutto qui. 
 
Per il resto ce ne sono di cose da dire.
Come mettersi a parlare di vela con un tipo di NYC, quando di navigazione si sa solo che il pedalò va avanti a pedali...Hooray Dave, se ne incontrano di persone strane ai banconi dei bar.
 

E' come se i banconi dei bar fossero delle realtà parallele.
Universi complicati tenuti insieme dalla materia alcolica.
 
Professionisti con famiglia in impermeabile, sbronzi come asini alle 4 del mattino che telefonano all'amante che sta scopando con un altro. Dovreste sentire come gli insulti escono da una bocca impastata dal whisky quando sorge il sole.
 
Oppure la tipa di Nottingham, scollata e provocante, che ammiccando ti chiede indicazioni per un night club.Tu la mandi in uno strip club e quando ti rendi conto che parlava di un cazzo di disco bar, il suo amico di Belfast sta già pensando a come usarti per chiudere lo spettacolo pirotecnico alla festa di Guy Fawkes...
 
Quelli che prima li vedi al bancone e poi, quando te ne vai tranquillo verso la tua macchina, sono distesi su una panchina in pieno centro. E mentre ti chiedi se la barba ce l'avevano già prima, non puoi fare a meno di notare la bava che cola dalla loro bocca...
 
Il migliore però è sempre il ragazzo.
Quello giovane che esce da un po' e se ne va per la prima volta a qualche serata e si prende la sbronza della sua vita.
Così, dopo che te ne stai a giocare a calcio in piazza fino alle 5 del mattino e riaccompagni uno casa, trovi questo piccolo Bukowski in coma disteso in mezzo al marciapiede sotto un acquazzone torrenziale che non lo preoccupa minimamente.
 
Quei patetici modelli che la tv ci trasmette in via endovenosa ogni giorno, quelle mamme per amiche che nella vita reale sono delle Kate Moss-wannabe cocainomani, direbbero sicuramente che ciò non è bene.
Qualcuno direbbe finchè c'è vino c'è speranza.
Non preoccupatevi. Di vino ce n'è in abbondanza. Di gente anche. Le situazioni nascono al tramonto e muoiono all'arrivo dell'alba.
 
Io dico fatemi vedere il peggio di voi.