domenica, 27 agosto 2006
author: beatsnow @ 11:24
category: be@tsnow, deliri artistici, be@ts/photo
comments: commenti (19)(popup) | commenti (19)
Commenti
#1   27 Agosto 2006 - 11:36
 
La difficoltà nell'essere vivi sta negli altri, nella cattiveria, nella meschinità, nel piacere che molti provano nel renderti la vita impossibile.
La mia battaglia è riuscire a sopravvivere cercando un pò di serenità ed equilibrio.
Buona Domenica
Daniele
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#2   27 Agosto 2006 - 12:22
 
Ciao Beatsnow..grazie della tua visita. buona giornata!
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#3   27 Agosto 2006 - 12:54
 
Grazie x il complimento al blog ^_______^

passaci tutte le volte che vuoi =P

s4m
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#4   27 Agosto 2006 - 17:30
 
bello, è da tanto che non passo un pomeriggio da vivo...
sono tornata e sono felice di potere ancora leggerti.
un saluto affettuoso,
gloria
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#5   27 Agosto 2006 - 19:06
 
Per me questa è stata la prima estate "da vivo" dopo un sacco di tempo. E' incredibile come ogni piccola e insignificante cosa dventi enorme quando riesci a viverla in pieno; una serata, una chiaccherata, uno sguardo... tutto diventa intenso e tangibile, quando decidi di vivere ogni secondo senza perdere nulla di quello che ti circonda.

Axon
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#6   27 Agosto 2006 - 19:25
 
questo conferma ciò che pensavo.

la vita non è nelle azioni, ma nelle sensazioni.
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#7   27 Agosto 2006 - 21:18
 
Tornata :)
Concordo; anch'io penso le stesse cose quando sono a Venezia :)
Perdermi a guardare piccoli sipari di vita attraversi le calli... o lungo i canali... stupendo.

Bacio :*
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#8   27 Agosto 2006 - 23:00
 
Hai descritto uno dei tipici momenti che amo: quelli quotidiani. Quelli riflessivi. Quelli autentici. Quelli in cui forse non succede niente di concreto, ma ti senti di amare alla follia la vita!
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#9   28 Agosto 2006 - 05:20
 
E' l'attenzione per/nelle cose a renderci vivi, la distrazione ci fa scivolare addosso tutto ed allora si può parlare al massimo di "sopravvivenza"...post dolcissimo.
s.

P.s.
La tua descrizione della ragazza mi ha fatto venire in mente "occhi da orientale" di Daniele Silvestri...
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#10   28 Agosto 2006 - 11:23
 
Vivere ogni sfumatura di questo cielo.I particolari sono dannatamente importanti,immortali per il cuore,ma caduci.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sadcandy

#11   28 Agosto 2006 - 15:10
 
sono importantissimi questi momenti in cui ci si sente vivi anche nelle piccole cose e nei piccoli gesti.. danno un senso a tutta la nostra esistenza.
Buon pomeriggio :-)
Alidada
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#12   28 Agosto 2006 - 19:20
 
Ciao!
Trovi qualche mio lavoro qui: http://pirifool.deviantart.com ...per i consigli bè... se mi ritieni in grado, sono a tua disposizione! :D
*Piri
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#13   29 Agosto 2006 - 15:07
 
i grandi se ne fregano del casino che fanno, vero; non ci avevo mai pensato. bel quadro di percezioni del quotidiano.
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#14   30 Agosto 2006 - 09:32
 
Buon giorno!
Come va?
Daniele
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#15   30 Agosto 2006 - 11:04
 
Tutto ok.
Un leggero mal di testa dovuto al vino.
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#16   01 Settembre 2006 - 10:08
 
venti ore fanno di pezzi. sono sempre troppo presto e troppo tardi, venti ore sono quelle che in un giorno non sono un giorno ma vorrebbero esserlo.
imperfette, e per questo vive.

nuovo modem, dopo i temporali --
le foto dei fulmini, sono spettacolari.
anche quelli visti dal vivo a dieci metri dalla propria pelle.
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#17   01 Settembre 2006 - 14:50
 
Io trovo consolazione nell'assenzio.
Scrivici qualcosa di nuovao, dai!
:-)
Daniele
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#18   02 Settembre 2006 - 10:35
 
sarò di parte ma per me trieste è la più bella città d'italia .. e non solo..
ciao, buon week end!
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#19   02 Settembre 2006 - 18:23
 
non serve dirlo!
anch'io sono di parte, ma Trieste è veramente fantastica.
da spazio ad ogni tipo di emozione!
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Commenti

Trieste, 17 maggio 2006

Parte una grande nave, se ne va chissa verso quale porto, fa un gran chiasso, ma la mia attenzione, a differenza di turisti, scolaresche e universitari in trasferta, è tutta per la piccola barca che le passa accanto.
Un gabbiano le plana leggero e distratto sopra. Come a voler proteggere il vecchio uomo al timone.
 
La grande nave se ne va via forte, alza un sacco d'acqua e, un po' come tutti i grandi, se ne frega del casino che fa.
Sono qui al molo, seduto in silenzio in compagnia di un po' di musica e di Platone. Intorno a me, persone. Tutte diverse una dall'altra, mi passano accanto perse tra qualche conversazione telefonica o qualche noioso sms.
 
 Solo poche persone sanno apprezzare la bellezza del luogo in cui ci troviamo.
Come la vecchia signora seduta su una bitta, concentrata a gustarsi il suo gelato e ad osservare il lento e inesorabile infrangersi delle onde a riva. Una vera e propria maestra zen.
 
 A tutti gli altri, che si rincorrono, gridano o passeggiano  distrattamente, vorrei ricordare che non possono fermarsi dal volere, se prima non si lasciano andare.
 
 Lasciatevi andare, vorrei dire, vorrei gridare...
...ma subito, ecco un gabbiano che vola alto e spensierato

oppure una leggera nebbia che confonde la linea dell'orizzonte e io, mi lascio andare alla musica e dimentico ogni problema.
 
Decido di alzarmi e incuriosito dalle vite diverse che mi passano accanto, decido di concedermi un giro tra le vie del centro.
 
Osservo, desideroso di particolari, ogni persona, ogni sguardo, ogni vita.
Mi ferma un ragazzo di Milano, chiedendomi indicazioni e subito iniziamo a parlare di Trieste, delle opportunità e di progetti futuri. Spero abbia trovato ciò che stava cercando.
 
Dopo una fermata in libreria, salgo sull'autobus e vedo gli occhi più belli che io abbia mai visto. Esotica e orientale, la vedo brillare, piena di borse con quaderni e bloc da disegno e me la immagino silenziosa a disegnare qualche paesaggio al tramonto, mentre tra un tratto di matita e l'altro, con un gesto elegante si scosta un ciuffo di capelli dagl' occhi. Semplice e fatale allo stesso tempo.
 
Scendiamo alla stessa fermata e facciamo un pezzo di strada insieme:
in silenzio, a conclusione di un pomeriggio da vivo.