author: beatsnow @ 11:24
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Trieste, 17 maggio 2006
Parte una grande nave, se ne va chissa verso quale porto, fa un gran chiasso, ma la mia attenzione, a differenza di turisti, scolaresche e universitari in trasferta, è tutta per la piccola barca che le passa accanto.
Parte una grande nave, se ne va chissa verso quale porto, fa un gran chiasso, ma la mia attenzione, a differenza di turisti, scolaresche e universitari in trasferta, è tutta per la piccola barca che le passa accanto.
Un gabbiano le plana leggero e distratto sopra. Come a voler proteggere il vecchio uomo al timone.
La grande nave se ne va via forte, alza un sacco d'acqua e, un po' come tutti i grandi, se ne frega del casino che fa.
Sono qui al molo, seduto in silenzio in compagnia di un po' di musica e di Platone. Intorno a me, persone. Tutte diverse una dall'altra, mi passano accanto perse tra qualche conversazione telefonica o qualche noioso sms.

Solo poche persone sanno apprezzare la bellezza del luogo in cui ci troviamo.
Come la vecchia signora seduta su una bitta, concentrata a gustarsi il suo gelato e ad osservare il lento e inesorabile infrangersi delle onde a riva. Una vera e propria maestra zen.
A tutti gli altri, che si rincorrono, gridano o passeggiano distrattamente, vorrei ricordare che non possono fermarsi dal volere, se prima non si lasciano andare.
Lasciatevi andare, vorrei dire, vorrei gridare...
...ma subito, ecco un gabbiano che vola alto e spensierato
oppure una leggera nebbia che confonde la linea dell'orizzonte e io, mi lascio andare alla musica e dimentico ogni problema.
...ma subito, ecco un gabbiano che vola alto e spensierato
oppure una leggera nebbia che confonde la linea dell'orizzonte e io, mi lascio andare alla musica e dimentico ogni problema.
Decido di alzarmi e incuriosito dalle vite diverse che mi passano accanto, decido di concedermi un giro tra le vie del centro.
Osservo, desideroso di particolari, ogni persona, ogni sguardo, ogni vita.
Mi ferma un ragazzo di Milano, chiedendomi indicazioni e subito iniziamo a parlare di Trieste, delle opportunità e di progetti futuri. Spero abbia trovato ciò che stava cercando.
Dopo una fermata in libreria, salgo sull'autobus e vedo gli occhi più belli che io abbia mai visto. Esotica e orientale, la vedo brillare, piena di borse con quaderni e bloc da disegno e me la immagino silenziosa a disegnare qualche paesaggio al tramonto, mentre tra un tratto di matita e l'altro, con un gesto elegante si scosta un ciuffo di capelli dagl' occhi. Semplice e fatale allo stesso tempo.
Scendiamo alla stessa fermata e facciamo un pezzo di strada insieme:
in silenzio, a conclusione di un pomeriggio da vivo.
in silenzio, a conclusione di un pomeriggio da vivo.





