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L’Italia è disponibile ad assumere il comando della task force che si impegnerà nel progetto di peace keeping delle Nazioni Unite.
Lo fa sapere il premier Romano Prodi che, dopo l’esortazione israeliana di domenica, ha ricevuto ieri anche la telefonata del premier libanese Sinora che candidava l’Italia come possibile forza di comando dell’Unifil.
Prodi è comunque molto cauto, si rende conto della difficoltà di questa missione e rimanda la decisione alle Nazioni Unite facendo comunque sapere che l’Italia farà il suo dovere.
Dello stesso parere è il vicepresidente della Camera Arturo Parisi, che dipinge un’Italia “pronta” e rinforza l’idea riportando le notizie, che da Berlino, riportano una Germania schierata per una guida italiana.
Prodi aggiunge che sul comando sarà il segretario dell’Onu a dire l’ultima parola, senza tralasciare l’importante ruolo della riunione a sfondo “tecnico” richiesta a Bruxelles dalla Francia.
Proprio 
Dal punto di vista diplomatico è chiaro quindi che l’Italia non vuole creare tensioni e cerca di dimostrarsi pronta e non agguerrita.
Sarebbe una possibilità importante per l’Italia: non è da dimenticare la sua importante posizione a livello mediterraneo, zona che si sa, è sempre stata scenario di tensioni internazionali.
La situazione in Libano è molto delicata ed è chiaro che qualunque paese sarà incaricato a guidare la missione dovrà stare molto attento a non fomentare tensioni con Hezbollah.
Le impressioni positive lasciate dai militari italiani in Libano nel 1982, potrebbero essere la chiave per non creare ulteriori tensioni con il partito sciita libanese guidato da Hassan Nasrallah.
Staremo a vedere. Per ora,
buonanotte, e buona fortuna.





