martedì, 15 agosto 2006
author: beatsnow @ 12:26
category: be@tsnow, deliri artistici
comments: commenti (11)(popup) | commenti (11)
Commenti
#1   15 Agosto 2006 - 12:50
 
Grazie della visita e del link: ne sono onorato.
Ti aggiungo nella lista degli amici, ti auguro un buon Ferragosto e ripasserò senz'altro a leggere i tuoi post precedenti.
Un caro saluto
Daniele
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#2   15 Agosto 2006 - 13:38
 
descrizioni delicate. lascia un senso di vissuto
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Moritz

#3   15 Agosto 2006 - 13:38
 
certamente,grazie della visita, ciao.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente amoleapi

#4   15 Agosto 2006 - 16:08
 
interessantissimo blog!!
vieni a visitare il mio "jakass.splinder.com" e lascia 1 commento!!
ciao
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#5   15 Agosto 2006 - 16:23
 
Già, ho avuto una bella botta di fortuna con la C maiuscola :P

Ammazza se scrivi bene! Stupendo stupendo :)
Grazie per il linkaggio, se non ti spiace ti linko anch'io ;)

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 000Vento000

#6   15 Agosto 2006 - 19:26
 
tutti a visitare jogamalito.splinder.com
lasciate tanti commenti!!1
utente anonimo

#7   16 Agosto 2006 - 09:32
 
mah...
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#8   16 Agosto 2006 - 12:56
 
GRAZIE e continua a visitralo xkè adesso viene il bello....
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#9   16 Agosto 2006 - 13:58
 
graçias per essere passato da me...mi piace qui (e concordo con chi ha detto "cazzo se scrivi bene"...cazzo se scrivi bene!!)
ripassa quando vuoi..
P.S. ma guarda il composto Hormonauts+uccello di Del Piero (XD)+ alcool= equivalente di una serata perfetta =P
baiii!!
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#10   16 Agosto 2006 - 14:32
 
Mi hai emozionata.

Non ci accorgiamo del prezzo che paghiamo per guadagnare ciò che forse, in fondo, nemmeno cerchiamo...
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#11   18 Agosto 2006 - 15:51
 
no, a perdere non ci si abitua te l'assicuro..vuoi bruciare il castello??XDXD
ciauoo!!!
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Commenti

Il bambino guarda fuori dalla finestra.
La pioggia è fitta ma leggera, il vento soffia dolce e lui si sente sicuro a casa.
Non è ancora grande e dietro la finestra guarda il mondo con occhi fiduciosi e inesperti. La sua felicità dipende da una carezza, da un gesto rassicurante.
 
Pensa a quando sarà un uomo e non avrà paura di mettere un passo davanti all'altro. Non avrà paura di percorrere quella strada da solo.
 
La pioggia è sempre più fitta e il bimbo esce dalla sua camera, sale le scale per andare sul terrazzo.
Sopra di lui una volta oscura.
Nuvole dense e tristi lo osservano e versano sui suoi riccioli biondi tutte le loro lacrime gridandogli "Non crescere, non diventare grande! Continua ad emozionarti. Vivi e aiuta gli altri a vivere come solo tu sai fare!"
 
Il bambino distratto dalle stelle luminose e calde che cercano di fare breccia tra le nubi, non ascolta la calda voce del cielo. Mai più potrà sentire il consiglio delle nubi. Mai più potrà tornare indietro.
 
Seguendo con lo sguardo la luce degli astri il bambino sorride, sempre di più. I suoi occhi si fanno piccoli ed inizia a correre spensierato per il terrazzo, spinto da un inestinguibile voglia di vivere.
Anche se bagnato, vuole vivere quel momento fino in fondo, come solo un bambino sa e può fare.
 
Distratta dai versi felici, la giovane madre si avvicina al bambino e sgridandolo, lo riporta a casa prendendolo tra le soffici braccia. Ravviva i suoi capelli bagnati, ma ancora dorati come le spighe di grano a luglio. Deve sgridarlo. Sa che è la cosa giusta.
Si sente però stregata dalla vista di suo figlio, fradicio e felice, senza preoccupazioni.
La consapevolezza di libertà che anima gli occhi di suo figlio la fa trasalire per un attimo e riporta il suo cuore e la sua pelle a tanti anni indietro.
Decide di lasciarlo andare e ritorna a dedicarsi al suo lavoro, cercando di accantonare emozioni che ormai non le appartengono più.
 
E' molto tardi e ora il piccolo uomo è nel suo letto, si sente libero ma è sicuro di aver trascurato qualcosa, una voce, un soffio, un consiglio.
Senza svegliare sua madre, si alza e corre alla finestra della sua stanza alla ricerca di questo sospiro.
 
Le nuvole se ne sono andate e le stelle se ne stanno lì nel cielo. Se la ridono tra di loro, sicure della loro bellezza. 
Non c'è più tempo per le nuvole, hanno finito le lacrime ed esaurito il loro tempo.
 
Il bambino si rende conto di aver perso qualcosa, di aver trascurato un consiglio che non potrà udire mai più. Si tocca la guancia e la sente bagnata.
 
Ma non sono più gocce di pioggia.
Sono semplici lacrime.