venerdì, 04 agosto 2006
author: beatsnow @ 15:32
category: be@tsnow, deliri artistici, info semiseri@
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E'stato assolutamente un viaggio...in tutti i sensi.

Per la prima volta mi sento di ringraziare sinceramente il comune di Trieste - assessorato alla Cultura, per questa magnifica mostra.
L'esposizione si tiene al "Centro Espositivo d'Arte Moderna e Contemporeanea Ex-Pescheria Centrale di Trieste" da sabato 22 Luglio a domenica 22 Ottobre 2006.

Per chi non lo sa, si apre alle ore 10 e si chiude alle ore 23 (dal 01/08 è possibile fare il biglietto fino alle 24 e zigzagare tra le Time Capsules del Warhol fino all'una).
Prezzo del biglietto: normale 10 €, ridotto 7€ (molto comica tra l'altro la scena del bigliettaio, tra l'altro uomo d'ordine della sala informatica H3 all'Università,che mi chiede documenti, foto e probabilmente anche l'esame del DNA per ottenere 3, e dico t-r-e euro di discount).

Come dicevo, un viaggio.
Innanzitutto il colpo d'occhio iniziale è notevole: l'ex pescheria, nuova e molto grande, ospita le piccole sale, ricavate in modo intelligente da delle semplicissime scatole di cartone.
All'interno di queste piccole stanze opere originali, film, screen-test, grafica, tutte capsule del tempo warholiano.
Ogni produzione, raccolta o immagine è una capsula partorita dalla mente geniale dell'artista d'origine cecoslovacca.
Per l'ordine che ho seguito io, si parte dalla classica Campbell's Soup espressione del consumismo e del benssere derivato dal dopoguerra, manifesto della crescente cultura ed ideologia di massa (vedi anche la Coca-Cola, 1960-61).
All'interno della stessa stanza-capsula si trovano disegni e testimonianza dell'interesse di Warhol per le scarpe. Dall'alto verso il basso, è presente una sequenza di scarpe dalla più piccola alla più grande accompagnate da scritte dell'autore come "To shoe or not to shoe...".

Proseguendo si inizia a vedere sempre di più lo stile del Warhol più conosciuto, ovvero il Warhol-serigrafico: inizia questo ciclo nel '62 con la fomosissima serigrafia di Marylin Monroe.



Tra le molte presenti alla mostra, insieme a quella di Mao Tze Tung 
quella che più di tutte ha attirato la mia attenzione è stata quella di John Lennon, che a mio modesto parere, è riuscita a trasmettermi qualcosa in più sull'idea dell'uomo Lennon, non solo aritsta di culto.
(tra l'altro anche copertina di Menlove Ave.)

Seguono una serie di serigrafie ed immagini.
Notevoli le polaroid scattate da Andy Warhol che mi hanno colpito per la semplicità con cui ritraevano divinità (per  Warhol) dello spettacolo, dove ho ritrovato ancora Lennon insieme a Yoko Ono.
Nella stessa stanza delle polaroid e delle numerosissime copertine di Interview, da leggere assolutamente il giornalino in bacheca, dove un fantomatico eroe scaccia a suon di barattoli-spray all'LSD l'invasore autoritario. Compiuta la sua missione, si accende uno spinello (evvai Supergiovane, governo bastardo).

Si passa per la Silver Factory, stanza ricoperta da carta argentata dove si dice che lo stesso Warhol aveva ricoperto anche i sanitari della sua abitazione della carta in questione...

Quindi si arriva, secondo me, nella parte più paranoica-visionaria-concedetemi un "flash-osa" di tutta la mostra: la passione di Warhol per il cinema.
Ci si ritrova catapultati in una stanza dove campeggiano 6 televisori, uno sopra all'altro in fila di tre, dove vengono mandate in loop delle scene di vita "normale" a parere di Warhol.
Assolutamente, il pazzo che mangia la banana travestito da donna, vale tutti i 10 o 7 euro del biglietto.
Cowboy che si stiracchiano in volute pose sessuali-spinte, un vecchio che si improvvisa una specie di sciamano, un tramonto ed un giovane che viene costretto a mangiare cereali: sono questi i protagonisti.

Da li si arriva alla capsula dei videoritratti: personaggi più o meno noti dello spettacolo o della letteratura come Ginsberg, Lou Reed (ed un'enigmatica Ingrid Superstar???) fanno parte della collezione dell'artista.
AWESOME!!! Questi personaggi si limitano ad osservare la camera per dei mini-film muti in bianco e nero, ciasuno della durata di 4 minuti. C'è chi ci riesce con meno spontaneità, inarcando le sopracciglie o sorridendo perchè a disagio o chi, come "la donna dallo sguardo assassino", ti fissa per quattro minuti secchi togliendoti il respiro.
Da vivere tutta, fino in fondo.

Warhol era veramente fissato con l'immagine, la bellezza ed il fascino del genere umano. Ogni suo personaggio è catalizzatore di attenzione e carico di una bellezza particolare che non ti lascia scampo.

E'stata una vera e propria esperienza, tanto che in tre che eravamo, giunti alla conclusione dell'expo ne volevamo di più, come dei piccoli insaziabili vampiri di sensazioni ed emozioni.

This is art, mates.



"Non ho mai voluto essere un pittore. Volevo essere un ballerino di tip tap."
                                                                                                                                 
Andy Warhol, 1928 - 1987