giovedì, 20 luglio 2006
author: beatsnow @ 17:04
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#1   21 Luglio 2006 - 11:15
 
Quanta saggezza e profondità nelle tue parole...non posso far altro che inchinarmi di fronte cotanta INTELLIGENZA...ma cossa!!!Te son un PAIASSO....senti cosa scrivi?!?!ALESSANDRO pensa a studiar..ascolta il consiglio di una studentessa stupidina con la passione x gli alcolici!!!! Clà clà clà
utente anonimo

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L'atarassia è un termine filosofico tipico dell'epicureismo ed indica la condizione esistenziale ideale, caratterizzata da assoluta imperturbabilità di fronte alle passioni e ai turbamenti - e, perciò, esente da ogni dolore.

Il termine proviene infatti dalla lingua greca: ἀταραξία (da α + ταραξις). Letteralmente "assenza d'agitazione".

...l'imperturbabilità stoica era il risultato della consapevolezza, da parte del saggio, della provvidenzialità e razionalità di ogni evento, da cui era persuaso a trascurare la contingenza del dolore e delle passioni (amor fati); l'epicureista si muove invece in un orizzonte materialista e meccanicista, che vede la fonte di ogni desiderio nella sensibilità e nel desiderio la fonte di ogni dolore.

L'ideale dell'atarassia è quindi concepito sulla base dell'osservazione della natura umana: se ogni desiderio, in quanto tensione verso ciò che manca, è dolore, allora non sarà il piacere associato al soddisfacimento del desiderio a procurare quella felicità perfetta, immutabile, capace di allontanare le angosce profonde dell'animo umano, come la paura degli dei e della morte. Secondo Epicuro questa felicità può essere garantita solo dal piacere stabile, che non deriva da un desiderio soddisfatto ma da un dolore risparmiato - dunque, da un desiderio non seguito

"...il culmine del piacere è la pura e semplice distruzione del dolore"

Luce

Μέγας Αλέξανδρος