domenica, 21 gennaio 2007
author: beatsnow @ 21:02
category: be@tsnow, deliri artistici
comments: commenti (5)(popup) | commenti (5)
Commenti
#1   21 Gennaio 2007 - 21:02
 
ciaooo!!!
utente anonimo

#2   21 Gennaio 2007 - 23:44
 
Giusto, non fermarti. E dopotutto, non è così male non vedere al di là dell'orizzonte...

Aim veri epi det iu ed e biutiful uichend! En ies, Donald Dac is veri veri cuul :'D Ui ar creisi.
Streing mitings on emmesseenne chen bi... mmm... ai donnou... interestin?

Buon inizio settimana anche a te, Ale!
Bacio!
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#3   22 Gennaio 2007 - 12:03
 
Siamo sulla stessa barca allora...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente OvunqueProteggi

#4   22 Gennaio 2007 - 21:24
 
è proprio quell'equilibrio che cerco nella nebbia... ma
utente anonimo

#5   23 Gennaio 2007 - 01:47
 
Mh.. ho riletto un bel po' di volte questo post. Ai donnou uai.
Bacio.
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Commenti

Cullato dall'onda notturna.

Respiro e mi chiedo dove mi condurrà la mia vita, mentre guido tra la nebbia in autostrada.

Destato da ore di sincera condivisione di opinioni con amici, vivo una nuova giornata, costellata di libertà ed eccitazione. Da solo scivolo tranquillo come un bambino, non ho bisogno di risposte sul domani, non ho bisogno di domande. Cerco solo di mantenere il cervello concentrato sul nulla mentre mi lascio andare.

Salto, cado e mi rialzo. Nulla può fermarmi. Niente mi rallenta e l'unica cosa che voglio dalla mia esistenza in questo momento è solo l'aria che mi accarezza in faccia, la terra sotto i miei piedi e l'equilibrio che riesco a mantenere. Non l'equilibrio fisico che mi permette di starmene in piedi, cullato dal movimento perpetuo sotto le stelle.

L'equilibrio della mente. L'equilibrio che mi fa gustare le cose che vedo. Che mi fa affrontare le pendenze della vita. L'equilibrio che se ne sta fermo quando tutto si muove. L'equilibrio che mi fa credere in me stesso.

Continuo a stravolgermi la vita, il senso e le emozioni. Nuove spiagge, nuove cime. Nuove conclusioni, idee, proposte e sogni. Ma l'equilibrio no. Io resto zitto e per la prima volta non vedo oltre e non ho paura. Salto, grido e ballo. Sono vivo e non vedo al di là della mia mano. Canto con un amico, rido e rifletto, sul fatto che le responsabilità non pesano. Che non ho paura di vivere, non ho paura di proteggerti e di dedicarti tutto quello che penso. So che mi aprirò e non mi metterò al riparo dal prossimo monsone.

Ma resto calmo e continuo. Non mi fermo. Non lo farò mai.

E anche se non vedo il faro ed il porto della tranquillità e sempre più distante, me ne vado nella nebbia ed affronto la linea d'ombra.

Consapevole. Che al di là dell'orizzonte, non vedete neanche voi.