category: be@tsnow, deliri artistici
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Ma in fondo che male c'è?
Respiro. Respiro. Respiro.
Ma in fondo che male c'è?
Paura. Paura. Paura.
Ho capito che nella vita non c'è da pentirsi di nulla, qualunque strada ci porta dove siamo arrivati. E se siamo qui ci sarà un motivo.
Il rimpianto, la tristezza per non aver fatto qualcosa, quella mai.
E' meglio far urlare quella parte di noi che non conosciamo e che viene fuori da sola.
Eh si, perchè la rabbia non è mica che ti chiede "per piacere", o, "mi scusi posso passare".
No, lei no.
E' straripante perchè è voglia di vivere. Non guarda in faccia a nessuno e se la ride, li da dentro di te, anche perchè lo sa che sotto sotto, sta facendo quello che è meglio per te.
Le lacrime cadono. Ma si asciugano. E non può piovere per sempre.
Quindi come diceva Ernesto, se mi chiedi se ne è valsa la pena, io ti dirò sempre di SI.
Ne vale sempre la pena, per qualunque cosa. Vale sempre la pena di far uscire quella parte di noi un po' maleducata, scontrosa ed irritante. Che in fondo, ci fa crescere.
Non ti ho mai vista, ma sei bella quando vaneggi. Sei bella quando scrivi un sacco di cazzate. Sei bella quando sei incostante tipo come lo sono io.
E' che sto scrivendo un mucchio di cazzate ed è meglio se vado a studiare.
Ma in fondo non voglio, anche perchè credo veramente che il tuo ultimo post sia il più bello che io abbia mai letto, o almeno lo sento come il più vero.
Quindi perchè no? Qualunque cosa sia. In fondo che male c'è?
Eppure sentire.
Nei sogni in fondo a un pianto.
Un senso di te.
Sei nell'anima e li ti lascio per sempre.
Cullato dall'onda notturna.
Respiro e mi chiedo dove mi condurrà la mia vita, mentre guido tra la nebbia in autostrada.
Destato da ore di sincera condivisione di opinioni con amici, vivo una nuova giornata, costellata di libertà ed eccitazione. Da solo scivolo tranquillo come un bambino, non ho bisogno di risposte sul domani, non ho bisogno di domande. Cerco solo di mantenere il cervello concentrato sul nulla mentre mi lascio andare.
Salto, cado e mi rialzo. Nulla può fermarmi. Niente mi rallenta e l'unica cosa che voglio dalla mia esistenza in questo momento è solo l'aria che mi accarezza in faccia, la terra sotto i miei piedi e l'equilibrio che riesco a mantenere. Non l'equilibrio fisico che mi permette di starmene in piedi, cullato dal movimento perpetuo sotto le stelle.
L'equilibrio della mente. L'equilibrio che mi fa gustare le cose che vedo. Che mi fa affrontare le pendenze della vita. L'equilibrio che se ne sta fermo quando tutto si muove. L'equilibrio che mi fa credere in me stesso.
Continuo a stravolgermi la vita, il senso e le emozioni. Nuove spiagge, nuove cime. Nuove conclusioni, idee, proposte e sogni. Ma l'equilibrio no. Io resto zitto e per la prima volta non vedo oltre e non ho paura. Salto, grido e ballo. Sono vivo e non vedo al di là della mia mano. Canto con un amico, rido e rifletto, sul fatto che le responsabilità non pesano. Che non ho paura di vivere, non ho paura di proteggerti e di dedicarti tutto quello che penso. So che mi aprirò e non mi metterò al riparo dal prossimo monsone.
Ma resto calmo e continuo. Non mi fermo. Non lo farò mai.
E anche se non vedo il faro ed il porto della tranquillità e sempre più distante, me ne vado nella nebbia ed affronto la linea d'ombra.
Consapevole. Che al di là dell'orizzonte, non vedete neanche voi.