lunedì, 25 settembre 2006
author: beatsnow @ 20:52
category: be@tsnow, deliri artistici
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E' ora
Ed ora è ora.
Ne hai paura da bambino, ne parli da ragazzino e lo sogni da adolescente.
Lo fai da grande uomo.

Vai via da casa.

C'è una borsa sportiva vicino alla porta, piena di libri, vestiti e roba che ti assicura un vivere moderno e sicuro.
C'è anche una Playstation che si fa spazio tra la biancheria.
Insomma un sacco di roba che litiga.
E ce n'è ancor di più dentro la testa.
Bisogno di spazio con necessità d'amore.
Nascita con crescita.
Entusiasmo e paura.

E' per te che lo faccio.
E' per ritornare un giorno a casa ed apprezzare di più ogni singola cosa.
E' per poter bere con più soddisfazione il thè caldo di mia nonna alla mattina.
Per stringere più forte mia madre quando vado a dormire.
E' per gli occhi azzurri di mio fratello, che quando mi hanno cercato nel fondo dell'anima mi hanno quasi fatto smontar baracca e ritornare a far la lotta con lui sul mio letto dopo aver visto i Simpson.
Ed è per me, per la mia vita.

Come un giovane Holden, con tutti i suoi  "compagnia bella", "whiskey e soda" e  "vattelapesca".
Con un borsone pieno di film, libri e sogni. Un taccuino per scrivere ed un cuscino nell'altra mano.

Ed è anche per voi dei blog, che mi leggete e mi aiutate a scrivere.
A presto, ci vedremo quando le nuvole tornano a casa.
domenica, 10 settembre 2006
author: beatsnow @ 22:47
category: be@tsnow, deliri artistici
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Aiutami a distruggere castelli di vento e spingermi a toccare la perfezione del firmamento.
Amare ad ogni grado la libertà. Imparare ad amare l'amore.
Accarezzare dolcemente la possibilità di chiudere un sogno che mi porti a qualcosa che ho sempre desiderato: la vita nel regno della libertà, discesa su montagne di panna, vento in faccia e sulla pelle, ginocchia sbucciate, sangue sul sorriso.
Intanto la canzone va e il sole scende, la tempesta canta sola, ma non preoccupa.
Disteso su di un letto d'onde, cullato come una piccola bottiglia con un messaggio vuoto e tutto da scrivere.
Ho capito che la difficoltà nelle cose non sta nel loro coefficiente: posso riuscire a fare tutto quello che voglio, se solo ho il coraggio di farlo.
Non avrò mai timore.

Sono la strada che costeggia il mare calmo e disegnato.
Castelli di cemento, apparentemente scivolosi e duri: anche se mi rendeterete viola non mi fermerete mai.
Oggi la vita mi ha sussurrato che posso scavalcarvi, saltarvi oltre per arrivare dove quello che sono veramente mi aspetta.
Datemi il vento, le onde, la soffice neve e l'asfalto.
Un vagabondo del tempo. Cullato dal silenzioso e tacito consumarsi della carne, felice di farlo mentre ti aspetto. Con calma.
Un vagabondo silenzioso, denso di emozioni, con le scarpe sempre piene di sabbia.
Una vita al confine, così va.
Senza paura.
domenica, 03 settembre 2006
author: beatsnow @ 23:12
category: be@tsnow, deliri artistici
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Il sentiero del freddo è lungo e compassionevole.
Ti rende felice e ti fa viaggiare tranquillo, cullato dai chicchi di neve che scendono dal cielo notturno.
Le stelle se ne stanno zitte, cercano di rendere la loro presenza la più leggera possibile. La luna, anche lei, è ferma e mi guarda fisso negli occhi, come a cercare le risposte dentro di me.
Ma non è severa. Sta li tra le punte degli alberi a guidarmi.
Penso per un attimo a seguirla, prenderla, farla mia. Ma mi accorgo che poi non potrei averla più li, appoggiata su di un tappeto stellare, freddo e lontano, come l’aria che respiro ed espiro sotto forma di fumo.
Lunga e continua, la strada che si chiarisce tra gli alberi ed i pali, messi uno dietro l’altro in una geometria che ha qualcosa di divino. Creano insieme, in un continuo immobile salto, un sentiero psichedelico speziato dalle tonalità violacee del cielo nella notte.
Penso un attimo al momento che ho vissuto, ma per fortuna mi salvo. Si perché a differenza delle molte volte in cui tutti noi un po’ci dimentichiamo dell’attimo che stiamo vivendo, preoccupati dalle aspettative per il futuro, o dalle cose che non riusciamo a mettere via del passato, questa volta guardo quella stella, o quel ramo che gentilmente e senza fretta fa scivolare la neve giù dal ramo, o ascolto il rumore dei miei passi sulla strada del nord.
La strada dell’inverno, la strada della rinascita, del leggero, ma non violento, scorrere del tempo.
Mi fermo.
La strada dell’inverno, la strada del sorriso sulle labbra, della perfezione silenziosa e timida.
Benvenuto in una profonda esplosione di glaciali emozioni, pronte a congelare la tua memoria per impedirti di usarla per non vivere ciò che ti trovi davanti. Pronta a cristallizzare dentro di te la sensazione del dolce abbandono alla serenità.
Benvenuto nella landa del gelo, dove tutto rimane così come l’hai visto e in fondo come lo hai sempre voluto.
Lenti i passi, che non si fermano.
Lenti e inarrestabili.
Leggeri e indelebili.
Silenziosamente assordanti.