Il bambino guarda fuori dalla finestra.
La pioggia è fitta ma leggera, il vento soffia dolce e lui si sente sicuro a casa.
Non è ancora grande e dietro la finestra guarda il mondo con occhi fiduciosi e inesperti. La sua felicità dipende da una carezza, da un gesto rassicurante.
Pensa a quando sarà un uomo e non avrà paura di mettere un passo davanti all'altro. Non avrà paura di percorrere quella strada da solo.
La pioggia è sempre più fitta e il bimbo esce dalla sua camera, sale le scale per andare sul terrazzo.
Sopra di lui una volta oscura.
Nuvole dense e tristi lo osservano e versano sui suoi riccioli biondi tutte le loro lacrime gridandogli "Non crescere, non diventare grande! Continua ad emozionarti. Vivi e aiuta gli altri a vivere come solo tu sai fare!"
Il bambino distratto dalle stelle luminose e calde che cercano di fare breccia tra le nubi, non ascolta la calda voce del cielo. Mai più potrà sentire il consiglio delle nubi. Mai più potrà tornare indietro.
Seguendo con lo sguardo la luce degli astri il bambino sorride, sempre di più. I suoi occhi si fanno piccoli ed inizia a correre spensierato per il terrazzo, spinto da un inestinguibile voglia di vivere.
Anche se bagnato, vuole vivere quel momento fino in fondo, come solo un bambino sa e può fare.
Distratta dai versi felici, la giovane madre si avvicina al bambino e sgridandolo, lo riporta a casa prendendolo tra le soffici braccia. Ravviva i suoi capelli bagnati, ma ancora dorati come le spighe di grano a luglio. Deve sgridarlo. Sa che è la cosa giusta.
Si sente però stregata dalla vista di suo figlio, fradicio e felice, senza preoccupazioni.
La consapevolezza di libertà che anima gli occhi di suo figlio la fa trasalire per un attimo e riporta il suo cuore e la sua pelle a tanti anni indietro.
Decide di lasciarlo andare e ritorna a dedicarsi al suo lavoro, cercando di accantonare emozioni che ormai non le appartengono più.
E' molto tardi e ora il piccolo uomo è nel suo letto, si sente libero ma è sicuro di aver trascurato qualcosa, una voce, un soffio, un consiglio.
Senza svegliare sua madre, si alza e corre alla finestra della sua stanza alla ricerca di questo sospiro.
Le nuvole se ne sono andate e le stelle se ne stanno lì nel cielo. Se la ridono tra di loro, sicure della loro bellezza.
Non c'è più tempo per le nuvole, hanno finito le lacrime ed esaurito il loro tempo.
Il bambino si rende conto di aver perso qualcosa, di aver trascurato un consiglio che non potrà udire mai più. Si tocca la guancia e la sente bagnata.
Ma non sono più gocce di pioggia.
Sono semplici lacrime.