domenica, 27 agosto 2006
author: beatsnow @ 11:24
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Trieste, 17 maggio 2006

Parte una grande nave, se ne va chissa verso quale porto, fa un gran chiasso, ma la mia attenzione, a differenza di turisti, scolaresche e universitari in trasferta, è tutta per la piccola barca che le passa accanto.
Un gabbiano le plana leggero e distratto sopra. Come a voler proteggere il vecchio uomo al timone.
 
La grande nave se ne va via forte, alza un sacco d'acqua e, un po' come tutti i grandi, se ne frega del casino che fa.
Sono qui al molo, seduto in silenzio in compagnia di un po' di musica e di Platone. Intorno a me, persone. Tutte diverse una dall'altra, mi passano accanto perse tra qualche conversazione telefonica o qualche noioso sms.
 
 Solo poche persone sanno apprezzare la bellezza del luogo in cui ci troviamo.
Come la vecchia signora seduta su una bitta, concentrata a gustarsi il suo gelato e ad osservare il lento e inesorabile infrangersi delle onde a riva. Una vera e propria maestra zen.
 
 A tutti gli altri, che si rincorrono, gridano o passeggiano  distrattamente, vorrei ricordare che non possono fermarsi dal volere, se prima non si lasciano andare.
 
 Lasciatevi andare, vorrei dire, vorrei gridare...
...ma subito, ecco un gabbiano che vola alto e spensierato

oppure una leggera nebbia che confonde la linea dell'orizzonte e io, mi lascio andare alla musica e dimentico ogni problema.
 
Decido di alzarmi e incuriosito dalle vite diverse che mi passano accanto, decido di concedermi un giro tra le vie del centro.
 
Osservo, desideroso di particolari, ogni persona, ogni sguardo, ogni vita.
Mi ferma un ragazzo di Milano, chiedendomi indicazioni e subito iniziamo a parlare di Trieste, delle opportunità e di progetti futuri. Spero abbia trovato ciò che stava cercando.
 
Dopo una fermata in libreria, salgo sull'autobus e vedo gli occhi più belli che io abbia mai visto. Esotica e orientale, la vedo brillare, piena di borse con quaderni e bloc da disegno e me la immagino silenziosa a disegnare qualche paesaggio al tramonto, mentre tra un tratto di matita e l'altro, con un gesto elegante si scosta un ciuffo di capelli dagl' occhi. Semplice e fatale allo stesso tempo.
 
Scendiamo alla stessa fermata e facciamo un pezzo di strada insieme:
in silenzio, a conclusione di un pomeriggio da vivo.
mercoledì, 23 agosto 2006
author: beatsnow @ 11:44
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Un recente rapporto di Amnesty International intitolato “Deliberata distruzione o danni collaterali? Gli attacchi di Israele contro le infrastrutture civili” denuncia chiaramente il governo israeliano di aver bombardato a danno di civili, le postazioni militari di Hezbollah in Libano, macchiandosi di quelli che vengono definiti dei veri e propri “crimini di guerra”.
A detta di Amnesty Intl. I danni alle abitazioni, ponti e a varie strutture civili non sono da considerarsi “danni collaterali” ma esclusivamente “attacchi sproporzionati e indiscriminati”.
Ora l’associazione per i diritti umani richiede urgentemente un’inchiesta dell’Onu sulle violazioni compiute da Israele e da Hezbollah per quanto riguarda il diritto umanitario.
Quest’inchiesta dovrebbe a detta di Amnesty considerare i danni che hanno colpito la popolazione civile e viene richiesta la completa riparazione ai cittadini, ancora una volta, vittime dei giochi di potere.
Amnesty assicura che il rapporto si basa su prove raccolte da ricercatori dell’associazione internazionale e comprende interviste a funzionari delle Nazioni Unite, a militari dell’esercito israeliano e del governo libanese.

Intanto, questa mattina,
nel dubbio,
alle 10.53 Israele ha bombardato la cittadina libanese di Shebaa, ad est della cosiddetta “linea blu” che marca la linea di confine tra Israele e Libano. A circa un chilometro da una postazione dell’esercito libanese.

martedì, 22 agosto 2006
author: beatsnow @ 12:08
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L’Italia è disponibile ad assumere il comando della task force che si impegnerà nel progetto di peace keeping delle Nazioni Unite.

Lo fa sapere il premier Romano Prodi che, dopo l’esortazione israeliana di domenica, ha ricevuto ieri anche la telefonata del premier libanese Sinora che candidava l’Italia come possibile forza di comando dell’Unifil.

Prodi è comunque molto cauto, si rende conto della difficoltà di questa missione e rimanda la decisione alle Nazioni Unite facendo comunque sapere che l’Italia farà il suo dovere.

Dello stesso parere è il vicepresidente della Camera Arturo Parisi, che dipinge un’Italia “pronta” e rinforza l’idea riportando le notizie, che da Berlino, riportano una Germania schierata per una guida italiana.

Prodi aggiunge che sul comando sarà il segretario dell’Onu a dire l’ultima parola, senza tralasciare l’importante ruolo della riunione a sfondo “tecnico” richiesta a Bruxelles dalla Francia.

Proprio la Francia infatti è il “nodo al pettine” diplomaticamente più pericoloso in questi giorni: inizialmente si proponeva di inviare 2000 uomini e di prendere la guida della forza di interposizione. Finora ha assicurato la partecipazione di solo 400 soldati.

Dal punto di vista diplomatico è chiaro quindi che l’Italia non vuole creare tensioni e cerca di dimostrarsi pronta e non agguerrita.

Sarebbe una possibilità importante per l’Italia: non è da dimenticare la sua importante posizione a livello mediterraneo, zona che si sa, è sempre stata scenario di tensioni internazionali.

La situazione in Libano è molto delicata ed è chiaro che qualunque paese sarà incaricato a guidare la missione dovrà stare molto attento a non fomentare tensioni con Hezbollah.

Le impressioni positive lasciate dai militari italiani in Libano nel 1982, potrebbero essere la chiave per non creare ulteriori tensioni con il partito sciita libanese guidato da Hassan Nasrallah.

Staremo a vedere. Per ora,

buonanotte, e buona fortuna.

domenica, 20 agosto 2006
author: beatsnow @ 15:44
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     "Magnifico. Prima Israele crea Hezbollah attaccando il Libano. Poi si difende dallo stesso esercito che ha contribuito a fare nascere. E il tutto con le armi fornite dagli Stati Uniti. Poi arrivano le Nazioni Unite e cercano di fare le pace."


Danis Tanovic, regista e premio Oscar per "No Man's Land" 
venerdì, 18 agosto 2006
author: beatsnow @ 18:07
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Corrotto e corruttibile.                                                                                         
Cerco parole forti, che facciano rumore.
Incredibili viaggi, persone e colori.
Passano come fotografie ad una mostra
tutte le immagini che vorrei vivere.
Sono il profumo della cena.
Le voci dei bambini che corrono sotto casa felici.
Inutilmente ti penso, al calar di un pomeriggio d’estate.
Sono un amico che non vedevo da tempo
E sono un amico che non ho voglia di vedere.
Sono il bisogno del freddo
Sono la voglia del nord.


"L'arcobaleno è impazzito"

mercoledì, 16 agosto 2006
author: beatsnow @ 10:40
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martedì, 15 agosto 2006
author: beatsnow @ 12:26
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Il bambino guarda fuori dalla finestra.
La pioggia è fitta ma leggera, il vento soffia dolce e lui si sente sicuro a casa.
Non è ancora grande e dietro la finestra guarda il mondo con occhi fiduciosi e inesperti. La sua felicità dipende da una carezza, da un gesto rassicurante.
 
Pensa a quando sarà un uomo e non avrà paura di mettere un passo davanti all'altro. Non avrà paura di percorrere quella strada da solo.
 
La pioggia è sempre più fitta e il bimbo esce dalla sua camera, sale le scale per andare sul terrazzo.
Sopra di lui una volta oscura.
Nuvole dense e tristi lo osservano e versano sui suoi riccioli biondi tutte le loro lacrime gridandogli "Non crescere, non diventare grande! Continua ad emozionarti. Vivi e aiuta gli altri a vivere come solo tu sai fare!"
 
Il bambino distratto dalle stelle luminose e calde che cercano di fare breccia tra le nubi, non ascolta la calda voce del cielo. Mai più potrà sentire il consiglio delle nubi. Mai più potrà tornare indietro.
 
Seguendo con lo sguardo la luce degli astri il bambino sorride, sempre di più. I suoi occhi si fanno piccoli ed inizia a correre spensierato per il terrazzo, spinto da un inestinguibile voglia di vivere.
Anche se bagnato, vuole vivere quel momento fino in fondo, come solo un bambino sa e può fare.
 
Distratta dai versi felici, la giovane madre si avvicina al bambino e sgridandolo, lo riporta a casa prendendolo tra le soffici braccia. Ravviva i suoi capelli bagnati, ma ancora dorati come le spighe di grano a luglio. Deve sgridarlo. Sa che è la cosa giusta.
Si sente però stregata dalla vista di suo figlio, fradicio e felice, senza preoccupazioni.
La consapevolezza di libertà che anima gli occhi di suo figlio la fa trasalire per un attimo e riporta il suo cuore e la sua pelle a tanti anni indietro.
Decide di lasciarlo andare e ritorna a dedicarsi al suo lavoro, cercando di accantonare emozioni che ormai non le appartengono più.
 
E' molto tardi e ora il piccolo uomo è nel suo letto, si sente libero ma è sicuro di aver trascurato qualcosa, una voce, un soffio, un consiglio.
Senza svegliare sua madre, si alza e corre alla finestra della sua stanza alla ricerca di questo sospiro.
 
Le nuvole se ne sono andate e le stelle se ne stanno lì nel cielo. Se la ridono tra di loro, sicure della loro bellezza. 
Non c'è più tempo per le nuvole, hanno finito le lacrime ed esaurito il loro tempo.
 
Il bambino si rende conto di aver perso qualcosa, di aver trascurato un consiglio che non potrà udire mai più. Si tocca la guancia e la sente bagnata.
 
Ma non sono più gocce di pioggia.
Sono semplici lacrime.
 
venerdì, 11 agosto 2006
author: beatsnow @ 14:45
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Idleness is not doing nothing.
Idleness is being free to do anything

To the idler, all days are festivals.


Happiness depends on leisure.                         


Imagination is more important than knowledge.

You cannot work and think.

Young people ought to be idle.
It's good for them.

Most people in the world are too busy.
Most of the troubles in the world seems to come from people who are too busy.

Every now and then, BE completely IDLE.

There is always tomorrow.
giovedì, 10 agosto 2006
author: beatsnow @ 01:06
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sono un gabbiano che plana leggero e distratto. sei il vecchio uomo al timone.

sono quello che indica le stelle. sei quella che guarda il dito.

sono l’atarassia. sei la voglia compulsiva di apparire.

sono semplici gocce di pioggia. sei lacrime.

sono musica. sei solo rumore.


sono il centro immobile di una foto sfuocata,

in bianco e nero naturalmente.

giovedì, 10 agosto 2006
author: beatsnow @ 01:05
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