lunedì, 31 luglio 2006
author: beatsnow @ 10:47
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Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi
silvestrem tenui Musam meditaris avena;
nos patriae fines et dulcia linquimus arva:
nos patriam fugimus; tu, Tityre, lentus in umbra
formosam resonare doces Amaryllida silvas
 

30-07-06_2022(Titiro, tu riposando sotto la volta di un ampio faggio,
vai componendo un canto silvestre con una tenue canna;
noi lasciamo i confini della patria e i dolci campi;
noi fuggiamo la patria; tu, Titiro, placido all'ombra,
insegni alle selve a far risuonare il nome della bella Amarilli)

Hic tamen hanc mecum poteras requiescere noctem
fronde super viridi: sunt nobis mitia poma,
castaneae molles, et pressi copia lactis;
et iam summa procul villarum culmina fumant,
maioresque cadunt altis de montibus umbrae
 
30-07-06_2023
(Qui tuttavia potevi riposare questa notte con me
su verdi foglie; noi abbiamo frutti maturi,
tenere castagne e abbondanza di formaggio.
E già i tetti dei casolari fumano da lontano,
e più grandi cadono dagli alti monti le ombre.)


Causando nostros in longum ducis amores:
et nunc omne tibi stratum silet aequor, et omnes,
aspice, ventosi ceciderunt murmuris aurae.


30-07-06_2021(Arzigogolando trai in lungo i nostri dolci desideri.
E ora ti tace distesa tutta la pianura
e guarda, sono caduti i ventosi sussurri dell'aria.)

domenica, 23 luglio 2006
author: beatsnow @ 14:12
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Nella memoria del mio cellulare ho trovato fotografie dimenticate...
Serate pervertite, alcooliche, divertenti o tranquille.


C'è la birra che bevi con un amico una sera allucinogena...

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C'è spazio per le idee più disfattiste...

03-06-06_2334
E per le follie collettive...

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C'è spazio per i più creativi, che decidono di abbandonarsi al nazionalismo folle una volta ogni 4 anni...

10-07-06_0059Insomma, di spazio per emozioni, impressioni, colori, luci e suoni
nel mio cuore ce n'è in abbondanza.
Ma l'immagine che da un po' di tempo a questa parte che mi perseguita, è decisamente il mio arrivo a casa.
L'ora del rientro, che per il resto delle persone è l'ora di rimboccarsi le maniche...

15-07-06_0516









Adoro l'alba...
giovedì, 20 luglio 2006
author: beatsnow @ 17:04
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L'atarassia è un termine filosofico tipico dell'epicureismo ed indica la condizione esistenziale ideale, caratterizzata da assoluta imperturbabilità di fronte alle passioni e ai turbamenti - e, perciò, esente da ogni dolore.

Il termine proviene infatti dalla lingua greca: ἀταραξία (da α + ταραξις). Letteralmente "assenza d'agitazione".

...l'imperturbabilità stoica era il risultato della consapevolezza, da parte del saggio, della provvidenzialità e razionalità di ogni evento, da cui era persuaso a trascurare la contingenza del dolore e delle passioni (amor fati); l'epicureista si muove invece in un orizzonte materialista e meccanicista, che vede la fonte di ogni desiderio nella sensibilità e nel desiderio la fonte di ogni dolore.

L'ideale dell'atarassia è quindi concepito sulla base dell'osservazione della natura umana: se ogni desiderio, in quanto tensione verso ciò che manca, è dolore, allora non sarà il piacere associato al soddisfacimento del desiderio a procurare quella felicità perfetta, immutabile, capace di allontanare le angosce profonde dell'animo umano, come la paura degli dei e della morte. Secondo Epicuro questa felicità può essere garantita solo dal piacere stabile, che non deriva da un desiderio soddisfatto ma da un dolore risparmiato - dunque, da un desiderio non seguito

"...il culmine del piacere è la pura e semplice distruzione del dolore"

Luce

Μέγας Αλέξανδρος

domenica, 16 luglio 2006
author: beatsnow @ 18:01
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Velvet Show
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Come l'inverno

 Solo che
questa volta fa freddo dentro

                                    non fuori
   



                                                                               Mi dispiace                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        
mercoledì, 12 luglio 2006
author: beatsnow @ 18:15
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Prima c'è stato questo...



...e poi ho pianto. Si, ho pianto come un bambino, felice e libero. Ed erano lacrime meritate.
Non vale la pena, invece, di parlare di come un grandissimo campione ha chiuso la sua carriera, di come, per l'ennesima volta, è stato tolto qualcosa all'Italia quando, questa volta, meritava anche il premio per un Cannavaro o un Buffon stellare.
Non vale la pena dar voce a Blatter, ad i soliti irriducibili del tafferuglio verbale in televisione.
Non vale la pena sprecare fiato che quella notte ho "regalato" al cielo, che, da Berlino, è diventato azzurro su tutto il mondo.
Dopo le lacrime ho gridato, ho ballato, ho bevuto ed ho vissuto una di quelle "notti magiche" che ricorderò per il resto della mia vita.
Grazie, perchè questo non me lo porterà via mai nessuno. Per una volta, quel che è giusto, è giusto.



Ancora una volta, grazie.
domenica, 09 luglio 2006
author: beatsnow @ 13:26
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Come molti di voi avranno intuito per le megalomani insegne sui muri della mia bella città Trieste, ieri sera, accolta a furor di popolo, si è tenuta la famosissima (già da un paio d'anni) Notte dei Saldi.
Le strade della città hanno infatti visto riversare tra le sue vie, giovani coppie e non, spinte dall'entusiasmo per l'acquisto di nuovi oggetti da indossare e sfoggiare in pubblico.
Negozi aperti fino a mezzanotte e centro chiuso al traffico. Luci, colori ed insegne luminose: questi gli espedienti usati dai commercianti per attrarre gli acquirenti a qualche illusorio affare.
In alcuni casi, sono stati allestiti dei DJ Set all'interno dei negozi più famosi, per dare uno sprint più moderno e metropolitano agli acquisti dei giovani.
Le varie iniziative, promosse dai Commercianti  triestini con l'appoggio della  Camera di  Commercio, del Comune e della Fondazione CRTrieste,  hanno reso possibile questa serata di vita spensierata.



Una pera di consumismo, insomma.
L'ennesima dimostrazione che le persone amano lamentarsi di non riuscire ad arrivare alla fine del mese, ma non riescono a rinunciare all'acquisto di un'indispensabile canottierina rosa pagata 320 euro in saldo.
Questa "speciale" serata, oscura e sporca il periodo dei Saldi in generale, necessario per chi non può permettersi capi d'abbigliamento ormai arrivati a toccare dei picchi di prezzo ineccepibili. E non mi riferisco esclusivamente a quella categoria di vestiario preferita dai palati più esigenti.
Cullate da un' iniezione di benessere, le famiglie triestine hanno affollato le strade di una città che di notte sono sempre vuote ed animate solo da ironici ubriachi, i soliti giovani ed ancora, ubriaconi.

Questo stupido post, nasce dalla triste consapevolezza di veder le persone sorridere, emozionarsi ed uscire alla sera esclusivamente perchè spinte dallo spendere ed il comprare.
L'ultima volta che avevo letto Hemingway, m'era sembrato che uscire alla sera, era occasione per vivere e la felicità non era legata al numero di pacchetti con cui si ritornava a casa.

P.S. : Nasce anche dall'esigenza di comprare una bottiglia di vino e dal non riuscirci se non dopo una camminata di mezz'ora dovuta alla chiusura del traffico, fanculo.

venerdì, 07 luglio 2006
author: beatsnow @ 18:52
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La scorsa settimana, la petizione Control Arms: Million Faces, è stata consegnata al segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. La consegna è avvenuta il 26 giugno a New York, in occasione della seconda fase della Conferenza della Nazioni Unite sul commercio delle armi leggere.
Il progetto Million Faces, si proponeva l’obiettivo di scattare un milione di ritratti per protestare contro la produzione illegale di armi.

Mr. Kofi lo riconoscerete di sicuro. Il ragazzo che lo aiuta a sollevare la petizione in questione è Julis Arile, la milionesima faccia che ha partecipato al progetto.
In mezzo a quelle facce, c’è anche la mia. Scattata al Soča Riversplash nel luglio del 2005.
E non fa piacere perchè in qualche strano modo soddisfa la necessità di apparire che alberga in ognuno di noi; fa piacere perchè, nella totale consapevolezza che il nostro pianeta è un oceano, mi fa sentire partecipe di una delle correnti che lo animano.

Julis Arile Lomerinyang è nato in Kenya, dove ha perso familiari ed amici a causa della facilità con cui il commercio di armi illegali si è diffuso a macchia d’olio, o in modo più corretto, a macchia di sangue.
La costante crescita della produzione di armi e l’evoluzione delle stesse dal punto di vista logistico, sono la causa, ogni anno, di milioni di morti a livello planetario.

Julis, il sottoscritto e altre 999,998 persone, hanno preso parte a questo progetto.
Se anche voi volete saperne di più, vi invito a controllare il sito di Control Arms.
Se, in più, non disdegnate un bel film, vi consiglio Lord of War, con un Nicholas Cage ucraino e trafficante d'armi.

In caso contrario, ritornate pure a sognare che domani c'è la notte dei saldi.


venerdì, 07 luglio 2006
author: beatsnow @ 13:27
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Tu
Tu sei uno di quelli che
Quando indico la luna
Guarda il dito
giovedì, 06 luglio 2006
author: beatsnow @ 21:21
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On AiR : Death Cab For Cutie - I Will Follow You Into The Dark

Adoro la mia vita.
Adoro il modo in cui sono capace di vivere le cose.
Certe volte mi amo, molto più spesso mi odio.
Posso sembrare sbruffone, arrogante e noncurante. Mi odio per questo.
Posso apparire debole, fragile ed in balia di una continua tempesta. E non lo mostro. Mi amo per questo.

Adoro le mie giornate.
Amo sentirmi triste e felice allo stesso tempo.
Amo e odio l'attesa che mi porta da te. Anche se non so chi sei e dove sei.
Amo sapere che ti farò sentire perfetta.
Odio sapere che tu non ci riuscirai.

Adoro il modo in cui mi trascino sempre più indifferente verso un futuro incerto.

Odio la mia incostanza.
Amo la mia curiosità.

Amo odiare ed odio amare. Tutti.

Ti amo e ti odio ancora.
E spero di farlo per sempre.
martedì, 04 luglio 2006
author: beatsnow @ 19:39
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On AiR : Andrew WK - We Want Fun

Oooh baby, when you cry, if you're gonna scream, scream with me...

Non mi perderò in inutili menate su come sia bello ed estremamente gratificante riacquistare l'uso di una gamba ma mi limito a dire, in un'attimo di fottuto perbenismo, è andata. Tutto qui. 
 
Per il resto ce ne sono di cose da dire.
Come mettersi a parlare di vela con un tipo di NYC, quando di navigazione si sa solo che il pedalò va avanti a pedali...Hooray Dave, se ne incontrano di persone strane ai banconi dei bar.
 

E' come se i banconi dei bar fossero delle realtà parallele.
Universi complicati tenuti insieme dalla materia alcolica.
 
Professionisti con famiglia in impermeabile, sbronzi come asini alle 4 del mattino che telefonano all'amante che sta scopando con un altro. Dovreste sentire come gli insulti escono da una bocca impastata dal whisky quando sorge il sole.
 
Oppure la tipa di Nottingham, scollata e provocante, che ammiccando ti chiede indicazioni per un night club.Tu la mandi in uno strip club e quando ti rendi conto che parlava di un cazzo di disco bar, il suo amico di Belfast sta già pensando a come usarti per chiudere lo spettacolo pirotecnico alla festa di Guy Fawkes...
 
Quelli che prima li vedi al bancone e poi, quando te ne vai tranquillo verso la tua macchina, sono distesi su una panchina in pieno centro. E mentre ti chiedi se la barba ce l'avevano già prima, non puoi fare a meno di notare la bava che cola dalla loro bocca...
 
Il migliore però è sempre il ragazzo.
Quello giovane che esce da un po' e se ne va per la prima volta a qualche serata e si prende la sbronza della sua vita.
Così, dopo che te ne stai a giocare a calcio in piazza fino alle 5 del mattino e riaccompagni uno casa, trovi questo piccolo Bukowski in coma disteso in mezzo al marciapiede sotto un acquazzone torrenziale che non lo preoccupa minimamente.
 
Quei patetici modelli che la tv ci trasmette in via endovenosa ogni giorno, quelle mamme per amiche che nella vita reale sono delle Kate Moss-wannabe cocainomani, direbbero sicuramente che ciò non è bene.
Qualcuno direbbe finchè c'è vino c'è speranza.
Non preoccupatevi. Di vino ce n'è in abbondanza. Di gente anche. Le situazioni nascono al tramonto e muoiono all'arrivo dell'alba.
 
Io dico fatemi vedere il peggio di voi.